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In libreria: SEDE DELLA PROVINCIA. LIBRO DI P. VITO MAGNO SUI GIOVANI: “INQUIETI SOGNATORI” (LEV)
Postato da sananani il Lunedì, 16 luglio @ 11:25:14 CEST

“Inquieti sognatori. I giovani nella Chiesa di Papa Francesco” , il nuovo libro di P.Vito Magno, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, raccoglie 14 conversazioni che l’autore ha tenuto alla Radio Vaticana con personaggi noti, riflettendo su oltre 60 esortazioni e pensieri che Papa Francesco ha rivolto ai giovani in 5 anni di pontificato. Parlando del rapporto dei giovani con la famiglia, la scuola, la Chiesa, la solidarietà, i media, i sentimenti, la sessualità, il discernimento, lo spettacolo, lo sport, la musica, il libro costituisce un utile sussidio in vista del prossimo Sinodo, come sottolinea in Prefazione il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI. Tra gli intervistati: Gianfranco Ravasi, Luigi Ciotti, Roberto Vecchioni, Bebe Vio, Giusy Buscemi, Franco Garelli, Aldo Maria Valli, Giovanni Caccamo.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 165 letture.

In libreria: SEDE DELLA PROVINCIA. NUOVO LIBRO DI P. GAETANO LO RUSSO: “L’EMPATIA ALLE ORIGINI. IL SOLCO TRACCIATO DA EDITH STEIN”
Postato da sananani il Martedì, 13 marzo @ 10:16:08 CET

“Viviamo nell’epoca dell’empatia. Tutti parlano di empatia. La invocano gli allenatori di calcio, i capi di governo, i genitori e i figli, i fidanzati, i vescovi, gli insegnanti e gli allievi. E quando più si acuisce la crisi delle relazioni, di quel “noi” a cui aspiriamo, ma che non sempre riusciamo a costruire, ecco che ancora una volta la causa è imputabile alla mancanza di empatia.

Ma cosa è realmente l’empatia, dove si genera, come si coltiva, ben pochi lo sanno. Questo libro tenta una risposta avvalendosi dell’articolata riflessione che sul tema ha proposto chi dell’empatia ha fatto oggetto di studio e tema del suo dottorato, e cioè Edith Stein, la grande pensatrice e martire ebrea-cristiana che non solo è stata la prima a parlarne, ma ha il grande merito di aver affrontato e sistematizzato l’intera tematica dal punto di vista filosofico e religioso, lei che rappresenta il punto di sintesi tra la filosofia contemporanea, in particolare della fenomenologia husserliana, e la tradizione medievale espressa da S. Tommaso.

La rilettura attuata da P. Lo Russo risulta estremamente utile per la ripresa della riflessione sul primato della persona, per riaffermare la necessità del dialogo e per indagare sull’apporto della facoltà dell’intellezione umana. Realtà che presiedono tutti i dinamismi relazionali e che se analizzate con ponderazione possono contribuire a ridurre i danni che oggi sono a tutti noti. E tra questi, non dimentichiamo, il grande vulnus causato all’Io scisso che è fonte del disagio e della crisi del noi.

P. Gaetano Lo Russo, sacerdote dei Rogazionisti, solitamente tiene conferenze sui grandi temi della teologia contemporanea, dell’antropologia culturale, della psicologia clinica, perché cultore di queste discipline. Ma rispetto al tema affrontato in questo libro riesce a dominare bene la materia perché è stato allievo di Angela Ales Bello, una tra le massime esponenti del pensiero husserliano e steiniano in Italia e tra le più autorevoli voci della fenomenologia in Europa”.

(Dalla quarta di copertina del libro)

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 240 letture.

In libreria: SEDE DELLA PROVINCIA. NUOVA PUBBLICAZIONE DEL SUPERIORE PROVINCIALE: ''LITURGIA E PIETA' POPOLARE. LA VISIONE DI ROMANO GUARDINI''
Postato da sananani il Venerdì, 26 gennaio @ 21:32:16 CET

La liturgia e la devozione popolare possono coabitare in quella complessa e misteriosa casa che è la Chiesa? È il tema su cui si basa questo libro che P. Gaetano Lo Russo, sacerdote dei Rogazionisti, animatore giovanile di lungo corso e soprattutto divulgatore di cultura religiosa, ha voluto affrontare indagando tra gli scritti di Romano Guardini. E per lui che ha orientato tutti i suoi studi universitari in teologia, filosofia e psicologia, ha trovato nelle opere di Guardini un’immensa fonte a cui ha attinto per individuare quei legami che intercorrono tra letteratura e pensiero e che vanno a intersecarsi con la loro cultura cristiana. Ma il contributo di Guardini che si evidenzia in questo studio serve a restituire dignità a quella particolare espressione del culto cristiano che si configura come “pietà popolare” e che dal Concilio in poi ha perso parte della sua importanza.
Questo libro vuole quindi spingere verso un recupero del senso della devozione privata come un costitutivo della relazione tra la persona e Dio. Costitutivo che insieme alla liturgia fa la Chiesa, la rende viva e visibile. Inoltre è fuor di dubbio che una liturgia senza devozione o privata dalla pietas rischia di ridursi a semplice rito o alla sola commemorazione dell’evento del sacrificio di Cristo offerto sull’altare.
Guardini si è collocato in prima linea negli ambienti accademici della teologia mitteleuropea nello sforzo di ricollocare sul suo giusto piano la pietà popolare rispetto alla liturgia. Lo stesso obiettivo che si è posto in Italia anche Giuseppe De Luca, storico della pietà popolare, che ha percorso invece le strade dell’erudizione e della ricerca storica.
Un’ultima annotazione può rendere ancora più interessante questo libro. Come riportato nella prefazione da Renzo Gerardi, si rileva che lo spirito che aleggiava nell’Associazione giovanile “Quickborn” curata da Romano Guardini prima della Seconda Guerra Mondiale è stato riproposto, revisionato e attualizzato, per i giovani dell’ERA (European Rogazionist Association), associazione vocazionale avviata da P. Gaetano nel 1988 a Monaco di Baviera. E cioè la città in cui Romano Guardini ha trascorso gran parte della sua esistenza.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 332 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: NON PERFETTI, MA FELICI.PER UNA PROFEZIA SOSTENIBILE DELLA VITA CONSACRATA.
Postato da mado il Sabato, 11 giugno @ 15:30:53 CEST

Il Titolo è una pro-vocazione nello stile di papa Francesco, per il quale la sfida della vita consacrata oggi non è quella di una perfezione, più immaginata che incarnata, ma la testimonianza di una felicità possibile, nel paradosso della vita concreta e nei limiti di ogni umana avventura. Il libro non nasce a tavolino, ma dal confronto e dal dialogo schietto con religiose e religiosi che sono impegnati a vivere una serena e creativa re-immaginazione della vita consacrata. Il perno di questa re-immaginazione è lo sforzo di andare oltre l’idea più tradizionale di “riforma” per aprirsi a un lavoro di “riformattazione”, ossia non pensare che il meglio della vita consacrata sia nel passato alle cui forme bisognerebbe tornare. Il meglio sta nel presente accolto che apre nuove strade per il futuro, per evitare quella che, con linguaggio mediatico, si può definire il rischio della “rottamazione” della vita consacrata. Molti sono gli stimoli sui quali il libro conduce a riflettere: la costante dialettica tra il singolo e la comunità, e la “lotta spirituale” per essere fino in fondo se stessi, senza ripiegarsi su se stessi; e come può oggi porre la questione – ribadita dall’Autore – che la scelta di vita consacrata dovrebbe rimanere primaria sul ministero pastorale? Cosa significa – come viene detto nel libro – che la castità vissuta nella vita consacrata spesso rappresenta il “matrimonio” più sicuro e duraturo? E come realizzare la “de-monasticizzazione” della vita consacrata senza rischiare una ingenua “mondanizzazione” della stessa? Cosa vuol dire che la vita consacrata è più un’arte che una professione ben definita e ripetitiva; che è meno chimica e più alchimia, meno morale e più mistica, meno progetto e più obbedienza generosa alla…vita? Fratel Michael Davide, Non perfetti, ma felici. Per una profezia sostenibile della vita consacrata, Edizioni Dehoniane, Bologna 2015, pp. 136.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 657 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: CUSTODIRE PER ESSERE CUSTODITI
Postato da mado il Giovedì, 12 maggio @ 22:50:53 CEST

Custodire per essere custoditi esprime prima di tutto la circolarità virtuosa tra il singolo religioso e il gruppo fraterno della comunità, proprio con la finalità di custodire tutta la bellezza della consacrazione religiosa. Il logo del Convegno, i cui Atti compongono questo volume, raffigura la costruzione dell’arca biblica, a significare che oggi la vita religiosa è impegnata nella costruzione di una nuova “arca” per la salvaguardia e custodia dell’umano, sempre più minacciato da molti fattori di dis-umanità. La vita fraterna in comunità, testimoniata dalla consacrazione religiosa, intende proprio presentare al mondo il volto ricomposto e riconciliato dell’essere umano. I contributi di riflessione presenti nel volume non vogliono fare della “poesia” intorno alla vita fraterna, bensì suggerire modi concreti per aiutare a purificare ogni relazione, nella chiarezza e nell’autenticità, senza maschere, offrendo se spessi per come si è realmente. Solo così la fraternità religiosa può davvero essere un’offerta di vita per gli altri. È importante, quindi, custodire le fragilità dei fratelli come luoghi che manifestano anche la nostra verità, occasioni per riprendere cammini interrotti, aperture all’azione educante di Gesù Maestro. Alla fine del volume, specialmente nel lavoro dei laboratori e nelle numerose schede vengono offerte preziose indicazioni pedagogiche di guarigione e di crescita e maturazione reciproca, che oggi sono sempre più irrinunciabili nella pastorale, nell’animazione vocazionale, e soprattutto nella formazione, sia quella iniziale sia quella permanente. Autori Vari, Custodire per essere custoditi.Bellezza della Fraternità e Percorsi di Crescita, Edizioni Il Calamo, Roma 2015, pp. 194..

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 723 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: LA VITA CONSACRATA, UNA VITA DI QUALITÀ
Postato da mado il Martedì, 19 gennaio @ 11:01:15 CET

Da vari anni si parla di “qualità della vita”, e non è per acquiescenza o inerzia se questa dizione è ormai entrata anche nel vocabolario della vita consacrata, bensì per la riscoperta di una peculiarità che appartiene alla vita consacrata in maniera originaria. Una “qualità” che le deriva proprio dal suo essere proposta originale e alta di vita evangelica, anche se per troppo tempo la vita consacrata si è più preoccupata di una politica della “quantità” (un solo esempio emblematico è il problema, non ancora risolto, dell’importazione delle vocazioni). Se la vita consacrata oggi sposa in maniera convinta la “qualità”, è perché costata quotidianamente la difficoltà di rendere una testimonianza convincente a donne e uomini disillusi, diffidenti, tristi, che sembrano aver perso ogni senso e gusto della vita, non solo della vita di fede. Il libro declina il tema della “qualità” su più versanti: a livello antropologico e culturale; sul piano teologico, guardando la vita consacrata, in connessione con la fede, come esperienze di pienezza di vita; a livello di comunità ecclesiale, calata nel territorio sociale, con particolare riguardo ai contesti di povertà ed emarginazione dove la qualità della vita delle persone è più minacciata; e, infine, il libro considera il binomio vita consacrata–qualità in rapporto alla sfida della nuova evangelizzazione, in una realtà nella quale l’annuncio del Vangelo può rappresentare l’offerta di una vita “buona e bella”, una vita in abbondanza. Autori Vari, La vita consacrata, una vita di qualità. Edizioni Il Calamo, Roma 2015, pp. 232. .

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 626 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: PATERNITÀ E LEADERSHIP. L’AUTORITÀ NELLE COMUNITÀ RELIGIOSE
Postato da mado il Domenica, 08 novembre @ 18:17:56 CET

Tanti sono i nomi con i quali viene designata la figura e il ruolo del superiore di comunità religiosa, sia maschile sia femminile: abate, priore, preposito, ministro, guardiano, rettore, presidente, decano, responsabile, coordinatore, padre, madre, fratello (sorella) maggiore… e altrettante sono le modalità con cui la loro funzione viene esercitata. Il libro, frutto di molte osservazioni e di alcune esperienze concrete, propone una riflessione divisa in tre parti: la prima mette a fuoco una “galleria di ritratti” o di modi diversi di concepire e realizzare il compito di superiore, e così si ha, tra gli altri, il superiore narciso, il tuttologo, lo stratega, l’amicone, il tormentato, il pascià, il “periscopio”, il “pellicano”, il superiore “chioccia… La seconda parte presenta il “dover essere” del superiore religioso secondo la Bibbia, i Documenti della Chiesa e i documenti di alcune Congregazioni religiose che descrivono funzioni e ruolo del superiore; la terza parte, infine, propone “il fare” del superiore religioso, ossia qualche suggerimento pratico per orientarsi nell’esercizio quotidiano dell’autorità: per esempio, nel modo di condurre le riunioni e di prendere decisioni in comune, o nel discernimento sulle attività della comunità… L’Autore, gesuita, propone questi “pensieri in libertà” con uno sguardo sereno, attento a far prevalere il buonumore e il sorriso piuttosto che la critica. Mario Danieli, Paternità e Leadership.L’autorità nelle comunità religiose, Edizioni Apostolato della Preghiera, Roma 2015, pp. 152.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 774 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: SIAMO GLI ULTIMI «RELIGIOSI»?
Postato da mado il Martedì, 22 settembre @ 14:10:19 CEST

Siamo gli ultimi «religiosi»? Alla ricerca di nuove forme di vita consacrata. Il titolo riprende la domanda del teologo Jean-Marie Tillard che alle soglie del Duemila chiedeva: “Siamo gli ultimi cristiani?”. L’interrogativo viene riformulato dall’Autore nei confronti della vita religiosa in un momento che la vede in crisi, non solo di numeri, ma anche di opere, di significanza sociale, di collocazione ecclesiale. P. Rino Cozza spiega che, negli ultimi decenni, forse la vita religiosa non ha saputo cogliere la sfida delle grandi trasformazioni in atto nella Società e nella Chiesa. Perché, allora, non provare a raccogliere la sfida del presente che viene offerta da questa crisi? Il tramonto di una forma di vita religiosa, non significa la sua totale scomparsa. Creatività e coraggio non debbono mancare a quanti incarnano il Vangelo con il dono della propria vita, ma occorrono proposte nuove per tornare a essere “anima profetica” della Chiesa osando anche il nuovo, dal momento che nella Chiesa sono apparse e stanno apparendo forme nuove, non meno ricche e forse più ampie di appartenenza al Vangelo. Provocatori ma molto interessanti i titoli di alcuni capitoli e paragrafi del libro: E se fosse l’anima profetica ad essere malata? Perché i religiosi e le religiose impegnati nel sociale hanno finito per diventare “venditori di servizi”? E se, per la vita religiosa, oggi le indicazioni di significato e di direzione venissero dai laici? Perché non provare a passare dall’ «utile» al «bello» della vita religiosa? La seconda parte del libro risponde in maniera libera e vivace alle domande che le nuove generazioni di religiosi e religiose pongono oggi alla vita religiosa. Rino Cozza, Siamo gli ultimi «religiosi»? Alla ricerca di nuove forme di vita consacrata, Edizioni Dehoniane, Bologna 2014, pp. 144.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 671 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: IL BUON USO DEL TEMPO NELLA VITA SPIRITUALE.
Postato da mado il Venerdì, 03 luglio @ 21:08:51 CEST

Che cos’è la vita spirituale? Quali forme e quali percorsi assume? A partire dalla loro esperienza di monaci, gli Autori evitano di identificare con troppa facilità vita spirituale e vita monastica, anche se il monastero certamente favorisce la “vita secondo lo Spirito” come struttura, modello, forma, come arte di vita, ma non la garantisce. Il libro prende in esame particolarmente “il tempo dell’arte spirituale”, mostrando come sia la dimensione quotidiana della vita, con i suoi ritmi e i suoi spazi, il terreno solido in cui matura quest’arte, rimanendo nel concreto, senza “sognare la vita” fuggendo dalla sua precarietà e fragilità. Sulla scorta della grande lezione spirituale della Regola di San Benedetto, il libro mostra come sia possibile “progredire nel tempo” attraverso il passaggio nelle varie età della vita spirituale (infatti si parla di infanzia spirituale, giovinezza dello Spirito, maturità spirituale, fino alla vecchiaia tempo del compimento). Il libro aiuta anche a “discernere i tempi”: tempo come dono, il tempo della conversione, il tempo della tentazione, il tempo della lotta, per arrivare a intravedere come la vita spirituale sia sostanzialmente tempo di attesa, e sguardo oltre ogni tempo. La seconda parte del libro è una illustrazione efficace sul buon uso del tempo nella Regola di San Benedetto, declinata con una costante attenzione alla sensibilità contemporanea (particolarmente in riferimento al tema del lavoro), e regolata dal concetto sapienziale dell’ordo temporum, ossia quella struttura della vita volta a proteggere l’essenziale. Adalberto Piovano, Manuela Scheiba, Il buon uso del tempo nella vita spirituale, Edizioni Dehoniane, Bologna 2014, pp. 184. .

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 738 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: DOMANDE E PROVOCAZIONI.
Postato da mado il Martedì, 09 giugno @ 15:40:08 CEST

Fondatori e pionieri della vita consacrata, tra cui sant'Annibale M. Di Francia, rivivono in venti coinvolgenti interviste impossibili realizzate da giornalisti e scrittori per la Radio Vaticana. II libro, curato da Vito Magno e Laura De Luca, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana,"offre un importante contributo culturale all'Anno sulla Vita Consacrata", scrive il Cardinale Joao Braz De Aviz in Prefazione. A presentarlo presso la Radio Vaticana, lo scorso 29 aprile, sono stati: il cardinale Angelo Comastri, vicario del Papa per la città del Vaticano, p.Federico Lombardi, direttore della Radio Vaticana e della Sala Stampa Vaticana, prof. Giovanni Maria Vian, direttore de L'Osservatore Romano,don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana. "Grandi figure - scrive ancora nella prefazione il cardinale Joào Braz de Aviz – che hanno avuto il coraggio di andare controcorrente, superare ostacoli, rinnovare la Chiesa e svegliare il mondo, come Papa Francesco ha chiesto ai religiosi nel messaggio di apertura dell'Anno di Vita Consacrata". Si comincia da Sant'Agostino, che, appena arrivato dallo stadio, si rammarica col suo intervistatore della violenza che le gare di lotta generano negli spettatori, soprattutto i giovani. Come d'attualità sono le parole di Santa Francesca Saverio Cabrini, la cui missione fu aiutare i migranti italiani a New York, "persone disperate e senza dignità", bisognose di sostegno. Laura De Luca e Vito Magno (a cura di), Domande e Provocazioni. Interviste impossibili a fondatori e pionieri della vita consacrata, Libreria editrice Vaticana, Città del vaticano 2015, pp. 312.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 748 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: LA CUSTODIA DELL’UMANO.
Postato da mado il Giovedì, 14 maggio @ 17:39:26 CEST

Non sono le belle parole o le teorie suggestive, quelle che sono capaci di “rivoluzionare” la vita consacrata portandola verso “nuovi orizzonti – come recita il sottotitolo –. Infatti il libro si preoccupa soprattutto di guardare alle nuove pratiche, ai nuovi percorsi di spiritualità, alle iniziative di profetico coraggio che da varie parti stanno affiorando sulla superficie di una vita consacrata che sembra stanca e rassegnata. Il libro è caratterizzato da grande “inventiva”, ossia volontà di scoprire e accogliere il nuovo che germina, consapevole che «il presente della vita religiosa è ciò che resta del passato, non il futuro», per cui si tratta di reinventare il modo di essere religiosi e religiose oggi. C’è una forte tensione verso il futuro che attraversa tutto il libro, una corrente che scuote e inquieta in maniera salutare, un passaggio evolutivo verso una nuova dimensione di consacrazione: le persone consacrate sanno ciò che sono, ma non ancora ciò che possono essere, e questo nuovo modo di essere, questo differente “stile” e prospettiva di vita religiosa è quella che nascerà da una situazione inedita, che sta tutta davanti, proiettata nella dimensione del “non ancora” della quale la vita religiosa nella Chiesa dovrebbe essere esperta, dal momento che, quasi per statuto, le religiose e i religiosi sono chiamati, nella storia, a ridurre la distanza tra Chiesa e Regno di Dio. Soprattutto oggi le persone consacrate sono chiamate a vivere l’umano quale manifestazione del divino, consapevoli che Gesù Cristo è venuto a cambiare il modo di essere uomini. In questo modo la vita religiosa – e questo è il senso del titolo – è invitata ad essere custode della qualità dell’umano, di quella umanità che abbiamo visto e toccato in Gesù Cristo. In sintesi: davvero un libro che apre la mente e il cuore ad un respiro ampio e disteso sulla realtà della vita di consacrazione religiosa. Rino Cozza, La custodia dell’umano. Nuovi orizzonti per la vita religiosa, Edizioni Dehoniane, Bologna 2014, pp. 128.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 761 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: L’ADULTO CHE CI MANCA
Postato da mado il Martedì, 10 marzo @ 19:56:46 CET

Il libro prende in considerazione gli adulti di oggi, ossia – indicativamente – le generazioni nate tra il 1946 e il 1964. Incantati e incatenati al mito del giovanilismo, questi adulti sono sempre meno capaci dell’azione essenziale che caratterizza la persona adulta: “donare figli al mondo, e un mondo ai figli”. E per quel che riguarda l’essere cristiani, non ha più luogo il dialogo tra le generazioni, ossia la trasmissione della testimonianza di fede e della pratica di vita cristiana. Il risultato è che gli adulti di oggi – eterni Peter Pan – non sono più capaci di educare, cioè di far diventare adulti i ragazzi. Ma come possono insegnare ai giovani che c’è qualcosa oltre la giovinezza per la quale vale la pena di impegnarsi, se per loro non c’è nulla di meglio che essere perennemente giovani? In questo senso manca l’adulto. Ma nello stesso tempo in cui esalta la giovinezza come unico stadio della vita che valga la pena di essere vissuto, l’attuale Società non lascia spazi e opportunità ai giovani, dimostrando di amare la giovinezza più che i giovani. Le giovani generazioni, da parte loro, si sentono orfane degli adulti, e non avendo modelli di maturità a cui guardare e a cui tendere, i giovani tendono a restare adolescenti in maniera permanente. Il risultato è che, da parte dei giovani, diventa sempre più accidentato il percorso di crescita e di distacco dall’orbita familiare. Occorre allora – è l’auspicio del libro – restituire attrattiva specifica e dignità morale all’ambizione di essere e di diventare adulti, mostrando, così, che c’è ancora tutta una vita oltre la giovinezza. Armando Matteo, L’adulto che ci manca. Perché è diventato difficile educare e trasmettere la fede, Cittadella Editrice, Assisi (PG) 2014, pp. 116.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 870 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: SMETTO DI FARE IL PRETE?
Postato da mado il Giovedì, 12 febbraio @ 09:07:46 CET

Nella notte tra il mercoledì e il giovedì santo, e durante questo giorno importante, un prete si racconta, quasi un soliloquio per cercare di trovare la verità di se stesso e della propria vocazione. Persi lo smalto e l’entusiasmo dei primi anni di Ordinazione, il prete sperimenta una profonda crisi nel suo rapporto con un Dio che non sente più. È tentato dal non senso di una scelta che sembra aver perduto ogni luce, colore, gusto… Vive un disagio, le motivazioni ideali sono appannate, si insinuano dubbi e rimpianti... la solitudine, le fatiche e le incomprensioni del ministero diventano opprimenti. Ma c’è ancora la voglia di riandare all’origine, dove tutto è nato, perché Colui che una volta ha chiamato, continua a rivolgere l’invito «seguimi». E c’è ancora la voglia di sognare e desiderare una pienezza per la propria vita di prete. Nella Messa in Coena Domini, l’Autore – il prete che si sta raccontando – trova la risposta alla domanda del titolo: sì, deve smettere di fare il prete, per provare a cominciare ad esserlo. Si può lasciare un certo modo di fare il prete, anzi tanti modi di fare il prete debbono essere abbandonati, quello che non si può dismettere è essere prete, o cominciare finalmente ad esserlo davvero, rispondendo ancora una volta alla propria vocazione, di nuovo abbracciata, di nuovo amata. La narrazione di questa avventura dell’essere prete non è solo per i sacerdoti, ma parla ai giovani della bellezza di amare e di lasciarsi conquistare da Cristo. Marco D’Agostino, Smetto di fare il prete?, Edizioni Messaggero, Padova 2013, pp. 96.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 677 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: IL PRETE IMMATURO, UN ITINERARIO SPIRITUALE
Postato da mado il Mercoledì, 07 gennaio @ 09:41:48 CET

Secondo il senso comune, maturo è meglio di immaturo. Ma, d’altra parte, il Vangelo non chiama alla maturità, ma alla santità. E che non siano la stessa cosa è chiaro in molti comportamenti insoliti di personaggi non convenzionali presenti nei vangeli. Gesù, poi, ha detto che occorre diventare come bambini per entrare nel Regno. Si tratta di uno slogan ad effetto oppure della richiesta di allargare gli spazi della propria “immaturità” così da renderli luoghi dello Spirito? Ma in che modo? L’Autore, sacerdote e psicologo, suggerisce alcune risposte, indagando luoghi di possibile “immaturità” che fanno parte della vita di un prete: la preghiera, la tentazione, l’inquietudine, la visione, la perversione, la bellezza, la trasgressione, l’appartenenza, la solitudine, la presidenza... momenti e situazioni in cui vivere quella “immaturitàmatura” che è segno dell’essere “adulti” secondo Cristo. Elogio della immaturità del prete come spoliazione dalle sovrastrutture false, dagli apparati che schermano e impediscono di andare nel profondo delle cose: immaturità come approccio veritiero al mondo reale delle persone e delle relazioni, un riconquistare gli occhi del bambino – uno sguardo luminoso e incantato – per vedere bene la realtà, aldilà di quello che il mondo dei grandi ha costituito come luccicante e ingannevole apparenza. Il libro non è un elogio dell’infanzia spirituale come paradiso perduto, ma trasmette la consapevolezza che la sintesi della vita spirituale del prete passa attraverso il bambino che sopravvive in lui lungo tutta la sua esistenza. Stefano Guarinelli, Il prete immaturo – Un itinerario spirituale, Edizioni Dehoniane, Bologna 2013, pp. 212.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 0) 1119 letture.

In libreria: SCAFFALE DI COMUNITÀ: RICOMINCIAMENTO. PER RIPARTIRE OGNI GIORNO CON SLANCIO
Postato da mado il Martedì, 02 dicembre @ 15:16:03 CET

Forte della sua presa diretta con il mondo dei giovani, l'autore, P. Gaetano Lo Russo, sacerdote rogazionista, immagina dodici porti da cui ripartire ogni giorno per il viaggio della vita. Un libro più parlato che scritto, adatto ai singoli ma anche agli incontri di gruppo, per uscire dalla crisi che ci blocca quando i nostri migliori propositi si infrangono contro le quotidiane derive. Ricominciamento può essere utile per superare o accettare con saggezza e serenità i nostri limiti, grazie alla giusta combinazione di semplici elementi e di piccoli e graduali passi verso la conoscenza di se stessi. I proventi di questo libro saranno devoluti alla missione dei Padri Rogazionisti in Iraq e utilizzati per i bambini malati dei profughi cristiani. Gaetano Lo Russo, Ricominciamento. Per ripartire ogni giorno con slancio, Edizioni Ancora, Milano 2014, pp. 128.

=> (Leggi Tutto... | Voto: 5) 988 letture.

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